Animali d'Islanda

Pecore in Islanda: più numerose delle persone, ma solo d'estate

D'inverno in Islanda vivono circa 345.000 pecore, meno dei circa 390.000 abitanti. D'estate, con gli agnelli al pascolo, sono grosso modo il doppio delle persone, e le incontri ovunque, anche in mezzo alla strada.

Pecore in Islanda: più numerose delle persone, ma solo d'estate

Chi prepara un viaggio in Islanda prima o poi legge che qui le pecore sono più degli abitanti. È vero, ma solo d'estate: d'inverno le pecore in Islanda sono circa 345.000, il numero più basso da oltre un secolo e mezzo, mentre gli abitanti sono circa 390.000. Poi nascono gli agnelli, e dalla tarda primavera all'autunno, con i greggi al pascolo, le pecore sono grosso modo il doppio delle persone.

Per chi gira l'Islanda in camper sono una presenza fissa: puntini bianchi sui pendii, piccoli gruppi lungo i fossi, una madre con il suo agnello che ti fissa dal ciglio della strada. Fanno parte del paesaggio quanto le cascate, e dietro c'è una storia lunga più di mille anni, fatta di lana, di inverni duri e di tradizioni che resistono ancora oggi.

Un gregge di pecore al pascolo sul fondo di un'ampia valle verde, sotto montagne ripide con chiazze di neve

Perché in Islanda ci sono così tante pecore

Il clima fresco e i grandi spazi aperti vanno benissimo per le pecore, molto meno per l'agricoltura. Fin dai tempi dei primi coloni, più di mille anni fa, le famiglie islandesi hanno contato sulle pecore per la lana, la carne e il latte. Le fattorie erano piccole e isolate, e senza un gregge era difficile vestirsi e mangiare con regolarità fino alla primavera successiva.

La pecora islandese si muove bene sui terreni accidentati e regge un meteo che cambia di ora in ora. Pascola su pendii, valli e altipiani dove nessun raccolto crescerebbe. A lungo l'allevamento ovino è stato il modo più sensato di far rendere questa terra, e in molte zone di campagna lo è ancora.

La pecora islandese, una razza del Nord

La razza è arrivata con i coloni norreni ed è rimasta quasi identica a com'era allora, perché l'isola è sempre stata lontana da tutto. Ecco cosa la distingue.

  • Un vello a doppio strato: sotto c'è una lana morbida che trattiene il calore, sopra un pelo più lungo che fa scivolare via pioggia e neve. Da questo vello nasce il lopi, la lana con cui si lavorano i maglioni tradizionali islandesi.
  • Una pecora tosta: sopporta vento forte, tempeste improvvise e temperature che metterebbero in crisi molte altre razze.
  • Libera d'estate: nei mesi caldi molti greggi vagano per gli altipiani e le valli più isolate, scegliendo da soli dove pascolare.
  • Tanti colori: nei campi ne vedi di bianche, nere, marroni e pezzate, a volte tutte nello stesso gregge.

Dall'alpeggio ai réttir: l'anno di un allevatore

Per secoli le pecore hanno scandito la vita delle campagne islandesi, e il calendario segue ancora il ritmo di una volta: d'estate in montagna, d'inverno vicino alla fattoria.

  • L'estate in quota: a fine primavera o all'inizio dell'estate gli allevatori portano le pecore sui pascoli di montagna e sugli altipiani. Lassù gli animali si sparpagliano e restano liberi fino all'autunno.
  • I réttir, il grande raduno d'autunno: soprattutto a settembre le comunità si ritrovano per i réttir. Allevatori, amici e volontari risalgono le colline a piedi o in sella ai loro cavalli islandesi, radunano i greggi e li smistano per proprietario nei recinti di pietra.
  • Fatica e festa: è una giornata di lavoro duro che finisce in allegria, con musica, cibo e chiacchiere, quando gli animali sono di nuovo al sicuro a valle.
  • L'inverno: nei mesi freddi le pecore restano nei recinti riparati e nelle stalle vicino alla fattoria, con il fieno raccolto d'estate e qualche cura in più durante le tempeste.

Dove vedere le pecore in Islanda

Appena lasci l'area di Reykjavík, le pecore sono quasi ovunque. Basta sapere dove guardare.

  • Nei campi lungo la strada: i pascoli recintati accanto alla Ring Road (strada 1) e alle strade secondarie ospitano spesso piccoli gruppi.
  • Nelle valli vicino alla costa: le pianure fertili del sud e dell'ovest sono punteggiate di fattorie di famiglia, ognuna con il suo gregge.
  • In alto, sui pendii: d'estate alza lo sguardo. Quelle macchioline bianche e marroni sparse sulle montagne sono pecore che pascolano per conto loro, lontane da tutto.
Tre pecore islandesi in un campo d'erba dorata sotto un cielo grigio, con montagne scure all'orizzonte

Pecore sulla strada: come guidare d'estate

Da fine primavera all'autunno, con i greggi liberi, è normalissimo trovare pecore e agnelli sul ciglio della strada o in mezzo alla carreggiata, anche sulla Ring Road. Le recinzioni non sempre le fermano, e quando decidono di attraversare non avvisano.

La situazione più pericolosa è sempre la stessa: la pecora da una parte della strada, l'agnello dall'altra. Quando arrivi tu, l'agnello si spaventa e corre dalla madre, cioè proprio davanti al tuo camper. Per questo, appena vedi pecore vicino alla strada:

  • rallenta subito, anche se gli animali sembrano tranquilli, e tieniti pronto a fermarti;
  • guarda tutti e due i lati: se c'è una pecora a destra, cerca l'agnello a sinistra;
  • occhio all'ultimo secondo: spesso le pecore scattano all'improvviso, proprio quando sei a pochi metri;
  • per le foto, niente soste in carreggiata: accosta solo in una piazzola o in un parcheggio.

Sullo sterrato il limite è di 80 km/h, ma con le pecore in giro conviene andare molto più piano. Limiti di velocità, ponti a una corsia e tutte le altre regole della strada li trovi nei nostri consigli per guidare in Islanda.

Lopapeysa e prodotti di lana

La lana delle pecore islandesi la ritrovi nei negozi di tutto il paese.

  • La lopapeysa: il maglione tradizionale lavorato a maglia, con il caratteristico sprone tondo decorato, fatto con lana lopi non trattata. È caldo, leggero e resiste bene all'umidità.
  • Coperte e accessori: plaid, berretti, sciarpe e muffole riempiono le piccole botteghe artigiane e i negozi di design. Molti sono fatti in campagna, non lontano dalle fattorie.
  • Creme alla lanolina: il grasso naturale della lana finisce in creme e balsami che proteggono la pelle dal freddo e dal vento.

Nei menu dei ristoranti, poi, trovi spesso l'agnello islandese, allevato al pascolo.

Curiosità sulle pecore islandesi

  • Il famoso «più pecore che persone» dipende dalla stagione: d'inverno le pecore sono meno degli abitanti, d'estate, con gli agnelli, circa il doppio.
  • La maggior parte delle pecore porta una marca auricolare ed è registrata, così ogni allevatore sa esattamente quali animali sono suoi.
  • Alcune d'estate si spingono così lontano che l'allevatore le rivede solo al raduno d'autunno.
  • Le pecore compaiono spesso nella letteratura islandese e nelle storie per bambini.
  • Per molti islandesi gli agnelli che saltano nei prati sono il segno che l'inverno è finito davvero.

Come rispettare pecore e allevatori

Per chi vive in campagna le pecore sono un lavoro, non un'attrazione. Bastano poche abitudini per rispettare gli animali e viaggiare tranquilli.

  • Non inseguirle e non dar loro da mangiare: i movimenti bruschi e chi si avvicina troppo le stressano, e agli allevatori non fa piacere.
  • Chiedi prima di entrare nei campi: molti bei punti per le foto sono su terreno privato. Se devi scavalcare una recinzione o passare un cancello, chiedi il permesso.
  • Lascia i cancelli come li trovi: se è chiuso, richiudilo dopo essere passato; se è aperto, non chiuderlo, perché l'allevatore vuole che gli animali possano spostarsi.
Pecore al pascolo su un prato accanto a una baia con la bassa marea, ai piedi di una montagna dai fianchi ripidi

Vivere da vicino la cultura della pecora

Se ti va di andare oltre le pecore viste dal finestrino, ecco qualche idea.

  • Viaggia nel periodo dei réttir: a settembre puoi assistere a un raduno tradizionale, e a volte anche dare una mano. Le date cambiano da una valle all'altra: chiedile agli uffici turistici della zona.
  • Entra in una fattoria: una visita è il modo migliore per vedere da vicino il lavoro di tutti i giorni con le pecore e con la lana.
  • Compra da chi produce: piccoli laboratori e mercatini vendono maglioni, coperte e oggetti di lana locale, spesso con il nome della fattoria sull'etichetta.

Un simbolo dell'Islanda

Per generazioni le pecore hanno aiutato le famiglie islandesi a superare inverni lunghissimi e raccolti scarsi. Sono animali duri, abituati a cavarsela da soli, e per molti islandesi somigliano parecchio al carattere del paese.

Quando attraversi una valle ampia o un tratto deserto degli altipiani, quei piccoli greggi ti ricordano che qui la vita si è adattata da più di mille anni. Le pecore raccontano, in silenzio, come uomini e animali hanno costruito insieme l'Islanda.

Prima di partire

La prossima volta che ti fermi a un punto panoramico, guarda oltre la lava e i ghiacciai: sui pendii ci sono quasi sempre quei batuffoli di lana. Sono parte di ciò che rende l'Islanda selvaggia e abitata nello stesso tempo.

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Pecore in Islanda: domande frequenti

Quante pecore ci sono in Islanda?

D'inverno circa 345.000, meno dei circa 390.000 abitanti. D'estate, con gli agnelli nati in primavera, sono grosso modo il doppio delle persone.

Quando si fanno i réttir?

Soprattutto a settembre. Le date cambiano da una zona all'altra, quindi chiedile agli uffici turistici locali.

Cosa devo fare se trovo pecore sulla strada?

Rallenta e tieniti pronto a fermarti. Se la madre è da un lato e l'agnello dall'altro, l'agnello può attraversare all'improvviso per raggiungerla.

Posso accarezzare le pecore o dar loro da mangiare?

Meglio di no. Non inseguirle, non dar loro da mangiare e non entrare nei campi recintati senza il permesso dell'allevatore.

Che cos'è la lopapeysa?

È il maglione tradizionale islandese con lo sprone tondo decorato, lavorato con il lopi, la lana non trattata delle pecore islandesi. È caldo, leggero e resiste bene all'umidità.